Gocce di news

06.04.2012 Messaggero Veneto

Disponibili 1,6 milioni per le riserve idriche

I gestori del servizio idrico integrato chiamano e l’Ato centrale Friuli risponde. L’emergenza siccità, infatti, non si è conclusa,nonostante le piogge di quest’ultimo periodo. Carniacque, Cafc, Amga e Cafc hanno dichiarato che, «per rispondere con efficacia alla mancanza di risorse idriche e per affrontare il periodo estivo con riserve adeguate, è necessario fare investimenti sul territorio». Da parte sua l’Autorità d’ambito, nell’ultimo Cda, hasubito messo sul piatto 300 mila euro per il gestore Carniacque e 500 mila per il Cafc, il cui sistema è funzionale anche per i gestori Poiana e Amga, oltre agli 800 mila destinati nel 2011 a Carniacque. In totale, dunque, 1,6 milioni di euro, ma, per quanto riguarda ulteriori 500 mila euro che chiedono i gestori, ora l’Ato è pronto a coinvolgere la Regione, che già si è dimostrata disponibile a intervenire, con il presidente Renzo Tondo che ha appena firmato lo stato di sofferenza idrica. Infatti, le piogge di questi gironi non hanno migliorato la mancanza di acqua nei bacini da cinque mesi a secco. La situazione peggiore, inoltre, si registra in Carnia, anche se pure la pianura comincia a risentire della scarsità di risorse idriche. Nello specifico, l’Ato ha destinato 1,6 milioni di euro per interventi sulle fonti di approvvigionamento dalle falde di riserva, ma anche per la manutenzione e l’allestimento ex novo di apparecchiature elettromeccaniche per il sollevamento dell’acqua. Inoltre, Carniaque e Poiana avranno a disposizione nuove piccole autobotti per le frazioni montane. «Da specificare - ha spiegato il presidente dell’Ato, Andrea Zuliani – che gli 1,6 milioni derivano dall’utilizzo di riserve degli anni scorsi e non andranno a intaccare in nessun modo le bollette future».

22.03.2012 Messaggero Veneto

Mostra Architetture dell'acqua in Friuli Venezia Giulia

Quanto mai attuale è il tema della Giornata mondiale dell’acqua2012, che si celebra oggi: l’acqua non solo fonte di vita ma anche bene essenziale per la produzione di cibo! Il diritto umano all’acqua è strettamente legato al diritto all’alimentazione. Ciascuno di noi ha bisogno di bere da 2 a 4 litri d’acqua ogni giorno. Ma occorrono da 2.000 a 5.000 litri d’acqua per produrre l’alimentazione giornaliera di una persona. E’ questa grande quantità di acqua, essenziale alla vita, che sempre più spesso è soggetta a forti squilibri uno dei più gravi tra questi è la siccità! E quella in corso in Friuli Venezia Giulia è una delle più gravi degli ultimi decenni. I cambiamenti climatici hanno stravolto i ritmi e le quantità delle precipitazioni. Da qui l’appello lanciato dal Cevi (Centro di volontariato internazionale) che opera da anni con gli agricoltori brasiliani i quali affrontano l’incertezza dell’arrivo delle piogge per poter seminare il mais e le altre colture. Ma le architetture dell’acqua, visibili e nascoste, definiscono anche una rete di relazioni nella memoria e nella conoscenza. È questo il senso del volume Architetture dell’acqua in Friuli VeneziaGiulia, che verrà presentato oggi, appunto nella Giornatamondiale dell’acqua, alle 17.30, in occasione dell’inaugurazione dell’omonima mostra che sarà allestita alla Galleria Fotografica “Tina Modotti” (ex mercato del pesce) a Udine grazie anche alla collaborazione con l’ateneo friulano. Nel 2008, anno europeo dell’acqua, a palazzo Mantica si tenne un convegno, organizzato dall’associazione Dimore Storiche Fvg, dal Centro di studi Giacomo di Prampero e dalla Filologica Friulana (che patrocinano anche questa mostra insieme all’autorità di bacino regionale del Friuli Venezia Giulia). Da quel convegno partì lo studio, condotto da Anna Frangipane, che ha portato prima alla pubblicazione del volume edito da Gangemi Editore nel 2011 e ora ad un’esposizione dal titolo omonimo volta a valorizzare non solo l’approfondito lavoro della studiosa, ma anche i materiali conservati nella fototeca dei Civici Musei. La mostra resterà aperta, a ingresso libero, fino al 15 aprile con il seguente orario: da giovedì a sabato dalle 15 alle 18 e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18. Anna Frangipane è ricercatrice del settore scientifico disciplinare “Architettura tecnica, macrosettore Design e Progettazione tecnologica dell’architettura”, presso il Dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dell’università di Udine, dove svolge attività di ricerca e didattica dal 1991; ingegnere civile per la difesa del suolo e la pianificazione territoriale (Udine, 1988), è dottore di ricerca in Ingegneria delle Costruzioni (Napoli,2004) (Messaggero Veneto, 22 marzo 2012)

21.03.2012 Messaggero Veneto

Siccità, c’è un milione per aprire nuovi pozzi
Da autunno precipitazioni dimezzate, scatta l’emergenza anche in Friuli. Allarme rosso in montagna mentre nella Bassa e in pianura tutto sotto controllo
I partecipanti al vertice di ieri sulla situazione idrica in Friuli
 
Rischio scarsità d’acqua: l’Ato centrale Friuli mette a disposizione degli enti gestori circa un milione per l’apertura di nuovi pozzi «così da prevenire possibili situazioni di emergenza». Ecco la conclusione cui sono giunti i rappresentanti dei gestori del servizio idrico integrato (l’autorità regionale per la vigilanza e l’Ato centrale Friuli) alla fine del vertice tenutosi ieri, nella sede dell’Autorità d’ambito territoriale, in viale Europa Unita, per fare una fotografia il più possibile precisa sulla siccità che sta colpendo il Friuli. Obiettivo principale era quello di capire la gravità del fenomeno nella varie zone e di individuare i possibili immediati interventi per far fronte all’emergenza. E’ emerso un quadro che descrive come nell’area montana, per quanto riguarda alcuni Comuni, la situazione sia più preoccupante, quasi da allarme rosso, mentre, per pianura e Bassa, «tutto è sotto controllo, anche se le risorse idriche devono essere costantemente monitorate». Da agosto a oggi, infatti, le precipitazioni si sono dimezzate rispetto alla media. La siccità invernale, fra gennaio e marzo, è comunque un fenomeno abbastanza frequente in regione,mala carenza di pioggia è cominciata già in autunno. Una simile situazione non accadeva da 50 anni. Da qui la decisione di ieri: entro il 2 aprile i gestori dovranno presentare al Cda dell’Ato una lista di progetti da eseguire sul territorio, il che per il momento significa individuare nuovi pozzi capaci di mettere in sicurezza le risorse idriche. Poi il 4 aprile, durante l’assemblea dell’Autorità d’ambito, si deciderà se sbloccare circa un milione di euro, derivanti dall’avanzo di bilancio dell’Ato, che permetterà agli enti sul territorio di eseguire al più presto i necessari interventi e di procedere così all’individuazione di nuovi pozzi. Da parte sua il presidente dell’Ato centrale Friuli, Andrea Zuliani, ha spiegato: «Chiederemo all’assemblea di distribuire questi fondi agli enti, in attesa che la Regione possa mettere a disposizione ulteriori fondi specifici. Ora siamo in un momento di allerta, ma dobbiamo analizzare quotidianamente l’evolversi della situazione. Un’arma in più è senza dubbio la prevenzione, individuando subito fonti alternative. E’ anche necessario, di
fronte a questi cambiamenti climatici, - ha aggiunto Zuliani - partire con un’opera di sensibilizzazione dei cittadini, che
devono comprendere come la risorsa acqua in futuro sarà semprepiù “oro blu”. Quindi – ha concluso Zuliani – bisogna investire in nuove fonti e tecnologie per evitare dispersioni. Per raggiungere tale obiettivo, serve la collaborazione di tutti». Presente al vertice, oltre al presidente del Cafc, Eddi Gomboso, al presidente di Amga, Antonio Nonino, e al direttore dell’acquedotto Poiana, Alessandro Patriarca, anche il responsabile degli uffici dell’Autorità regionale di vigilanza sui
servizi idrici, Mauro Tonino, che ha detto: «Positivo l’avvio di questo tavolo tecnico che mette di fronte Ato ed enti gestori,
attuando nuove sinergie, in modo tale che anche la Regione riceva chiaro il messaggio sull’importanza di nuovi investimenti nel settore».

08.03.2012 Messaggero Veneto

Tariffe dell'acqua, Udine è tra le città meno care

La Relazione annuale sullo stato dei servizi idrici è stata presentata al presidente del Consiglio regionale Maurizio Franz da Lucio Cinti, che presiede l’Autorità per la vigilanza sui servizi idrici. La relazione – ha esordito Cinti – fotografa la situazione in Friuli Venezia Giulia al 31 dicembre 2010, anno che può essere considerato di transizione rispetto alla piena realizzazione della riforma avviata con la legge Galli, ma che ha dovuto fare i conti con una dinamica a volte eccessiva in campo legislativo che ha creato condizioni di incertezza istituzionale e sul piano operativo. Il tema centrale del 2010 è stata la proposta di soppressione degli Ato, che poi si è concretizzata in legge, ma a una prima proroga al 31 dicembre 2011 è seguita una seconda, al 31 dicembre di quest’anno, determinata dall’esito del referendum sull’acqua del giugno 2011. Tornando alla relazione, Cinti ha messo in evidenza come da una parte si possa registrare il dato positivo di Udine che risulta classificata tra le città con le tariffe meno care in Italia, al quale però fa da contraltare il problema della dispersione degli acquedotti. Se infatti il Friuli Venezia Giulia si assesta sul 35/36% (con la provincia di Gorizia che ha una dispersione del 40% a causa di una rete idrica troppo vecchia), in linea col dato medio nazionale (36%), è ben al di sopra della media riferita al solo Nord Italia, che è del 20%. Serviranno quindi investimenti decisi per migliorare la situazione, investimenti che comporteranno inevitabilmente un rincaro delle tariffe. Un’ultima questione toccata da Cinti ha riguardato il sistema idrico nel suo complesso. Varrebbe la pena, a giudizio dell’Autorità di vigilanza, pensare a un’unica struttura regionale. Il presidente Franz ha convenuto sulla necessità di ragionare in termini di informazione sul perché degli investimenti e non solo sulle tariffe, per coinvolgere le persone su un tema che diventerà sempre più centrale e delicato.

02.02.2012  Il gazzettino

Ambito dell'Acqua - depuratori inefficienti, le tariffe, oggi basse, sono destinate a salire

Novantacinque milioni di investimenti programmati e finanziati con il piano stralcio 2009/2011 più altri 18 nel 2012. Per un totale di 113 milioni che non basteranno però a mettere in sicurezza la rete idrica nella provincia di Udine. Il costo teorico degli investimenti necessari di qui a 25 anni è infatti stimato nell'ordine di un miliardo di euro: a finanziarlo i cittadini con le tariffe dell'acqua, che non potranno però aumentare per legge, più del 5% all'anno.

02.02.2012  Messaggero Veneto

Zuliani: l'ATO costa solo 300 mila euro all'anno

"Ci dispiace essere chiamatio in causa con argomentazioni fasulle: come risulta dal bilancio dell'Ato Centrale Friuli , i nostri costi operativi sono pari a 300 mila euro annui, tutto il resto è per gli investimenti". Lo ha ribadito ieri Andrea Zuliani, presidente dell'ATO per la gestione del Servizio idrico integrato.

30.01.2012 Messaggero Veneto

ATO, sono 400 i depuratori da adeguare. Si lavora a un piano d'Ambito che delineerà il programma di investimenti per 20 anni.

L’ATO Centrale Friuli volta pagina e passa alla fase due del suo percorso. Dopo aver investito nel triennio 2009-2011, circa 95 milioni di euro stiamo avviando le procedure per la stesura del Piano d’ambito che delineerà il programma degli investimenti  e delle tariffe non solo per il breve termine ma per i prossimi 20- 25 anni. Obiettivo perseguito: far raggiungere al servizio idrico integrato nel territorio della Provincia di Udine, il massimo dell’efficienza minimizzando il più possibile i costi.

23.11.2011 Agjenzie regjonal pe lenghe furlane

H2O FVG - In rêt il gnûf portâl

In rêt il gnûf portâl dal Ambit teritoriâl otimâl, de Autoritât di Bacin e de Regjon Friûl Vignesie Julie

Al è stât inaugurât un gnûf portâl dedicât ae aghe su lis risorsis idrichis te nestre regjion e la lôr gjestion.

8.11.2011 Messaggero Veneto

 “L’obiettivo è la tariffa regionale unica per i consumi d’acqua in Fvg, creando così i presupposti per un sistema di Area vasta a tariffa calmierata a vantaggio dell’efficienza e della qualità di un servizio fondato su un bene comune costituzionalmente garantito a tutti” Alessandro Colautti Presidente della IV Commissione consiliare (Udine, 7.nov. conferenza stampa di presentazione  )

8.11.2011 Messaggero Veneto

“La tariffa applicata dall’ATO del Friuli Centrale – 1,06 euro al metro cubo – è la più bassa del Nord –Est e, ciò nonostante, sono stati investiti 100 milioni (altri 100 per 20 anni saranno erogati dalla Regione) per migliorare le strutture, soprattutto le fognature e i depuratori , nei 136 Comuni serviti” Andrea Zuliani Presidente Ato Centrale Friuli (Udine, 7 nov. conferenza stampa di presentazionedel portale regionale www.h2o.fvg.it

8.11.2011 Il Quotidiano del Friuli Venezia Giulia

“Presentato il sito web dedicato all’uso sostenibile della risorsa. Si rivolge agli utenti per informarli e agli studenti per educarli